Il porto di Trieste guarda al futuro

Una nuova tratta con il Marocco, il raddoppio di quella con l’hub egiziano di Damietta, l’apertura del cantiere, prevista per giugno, per lo snodo ferroviario di Servola, ma anche le prospettive di nuovi insediamenti produttivi e progettualità legate alla realizzazione di quelle infrastrutture indispensabili per consentire una connessione operativa e logistica tra terminal ed apparato industriale.

Queste alcune delle novità annunciate in occasione del Forum sulla Blue Economy, organizzato dal Gruppo Editoriale Nem e che contribuiranno allo sviluppo del porto di Trieste.

L’appuntamento è stato però occasione anche per una disamine di varie questioni di stretta attualità, tra cui la necessità di una maggiore protezione delle infrastrutture subacquee sulle quali corrono dati sensibili, gli impatti derivanti dalle tensioni internazionali sulle rotte dei traffici, la priorità di reperire nuove direttive per il transito delle merci per ovviare alle strozzature degli stretti in Medio Oriente ed il possibile ruolo del Mediterraneo nei futuri scenari della movimentazione delle merci via mare.

 

Il Piccolo