Il Consiglio di amministrazione della TERZIARIA VENEZIA GIULIA SRL (di seguito “la Società”) con delibera del 15/12/2025 ha adottato il Modello di organizzazione gestione e controllo ex decreto legislativo n.231 del 2001 (d.lgs. 231/01 o decreto) societario in rev.01.
Il Modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del d.lgs. 231/01, è l’insieme delle regole e dei protocolli organizzativi che la società ha definito per la prevenzione dei reati richiamati dal decreto.
La Società, con l’adozione del Modello si propone le seguenti FINALITÀ:
- Stabilire le regole che devono guidare i comportamenti dei Destinatari del Modello;
- Consentire alla Società un costante controllo ed un’attenta vigilanza sulle attività a rischio;
- Rendere consapevoli tutti i Destinatari che il non rispetto delle regole può comportare pesanti sanzioni penali per il Destinatario stesso nonché per la Società.
Sono DESTINATARI del Modello e tenuti al rispetto dello stesso:
- I membri del Consiglio di amministrazione e degli altri organi sociali;
- I dirigenti ed i dipendenti della Società;
- I collaboratori, gli agenti, i rappresentanti, e, in generale, i soggetti che collaborano con la Società in forza di un rapporto di lavoro autonomo o parasubordinato o temporaneo od interinale;
- I soggetti che operano su mandato o per conto della Società (quali a titolo esemplificativo e non esaustivo periti tecnici, consulenti e professionisti iscritti e non ad Albi professionali);
- I fornitori ed i partners commerciali.
Il DECRETO LEGISLATIVO N.231 DEL 2001:
La responsabilità amministrativa a carico di società ed enti per alcuni reati commessi da persone fisiche che agiscono per conto dell’ente e/o nel suo interesse o vantaggio, è stata introdotta dal Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 per adeguare la normativa italiana ad alcune convenzioni internazionali precedentemente sottoscritte dall’Italia.
Tale responsabilità ricorre nel caso di mancato impedimento, da parte dell’ente, di uno dei reati c.d presupposto, perpetrati, nell’interesse o vantaggio dell’ente stesso da un soggetto c.d. qualificato, vale a dire, ai sensi dell'art. 5, da:
- persone che rivestono funzioni di rappresentanza, sia organica che volontaria, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa (dotata di autonomia finanziaria e funzionale) o che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dell'ente (soggetti c.d. apicali);
- persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a) (soggetti c.d. subordinati).
Nel novero dei soggetti in c.d. posizione apicale, oltre agli Amministratori e all’Organo di controllo vanno ricompresi i Direttori esecutivi dotati di autonomia finanziaria e funzionale nonché i preposti alle sedi secondarie, i quali possono anche assumere la qualifica di datori di lavoro ai sensi della normativa prevenzionistica vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tali soggetti possono essere legati alla società sia da un rapporto di lavoro subordinato, sia da altri rapporti di natura privatistica (es. mandato, agenzia, preposizione institoria, etc.).
Soggetti in posizione subordinata sono coloro i quali devono eseguire le direttive dei soggetti apicali o sono sottoposti alla loro vigilanza.
Quanto ai reati presupposto, questi sono espressamente elencati dal Decreto. Negli anni si è assistito ad una progressiva estensione del novero dei reati (originariamente limitato al disposto degli artt. 24 e 25). Tra le principali fattispecie criminose:
- Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (artt. 24, 25);
- Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis);
- Delitti contro l'industria e il commercio (art. 25-bis.1);
- Reati societari (art. 25-ter);
- Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies);
- Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies);
- Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25- octies);
- Delitti in materia di violazione del diritto d'autore (art. 25-novies);
- Reati ambientali (art.25-undecies);
- Reati tributari (art. 25 quinquiesdecies);
- Reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).
La responsabilità amministrativa dell’ente si aggiunge alla responsabilità penale della persona fisica che ha materialmente commesso il reato.
Per quanto concerne l’ambito territoriale di applicazione del Decreto 231, l’art. 4, precisa che nei casi di reati commessi all’estero (art. 7 c.p), delitto politico commesso all’estero (art. 8 c.p.), delitto comune del cittadino all’estero (art. 9 c.p.), delitto comune dello straniero all’estero (art. 10 c.p.), gli enti aventi nel territorio dello Stato la loro sede principale (per la cui individuazione è necessario rifarsi alle norme civilistiche previste per le persone giuridiche e le imprese) rispondono anche in relazione ai reati commessi all’estero, purché nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui il reato è stato commesso.
Il MODELLO DI TERZIARIA VENEZIA GIULIA SRL:
Il Modello di organizzazione, gestione e controllo è costituito:
- da una parte generale;
- da una parte speciale descrittiva, per famiglie di reato, del sistema preventivo specifico societario volto alla prevenzione della commissione della fattispecie 231;
- dall’allegato appendice normativa, che riporta la normativa vigente del decreto 231;
- dall’allegato procedura per la gestione dei flussi informativi verso l’ODV.
Con Delibera del CDA del 15/12/2025, è stato adottato lo specifico protocollo per la gestione delle segnalazioni ex D.lgs. 24/2023. Tale nuovo protocollo istituisce il nuovo canale interno per le segnalazioni delle violazioni a tutela i soggetti legittimati a presentare una segnalazione, (i lavoratori dipendenti ed autonomi, liberi professionisti e consulenti, lavoratori e collaboratori che svolgono la propria attività presso soggetti pubblici o privati che forniscono beni o servizi presso soggetti pubblici e privati, i volontari, i tirocinanti, gli azionisti e le persone con funzione di direzione, amministrazione e controllo) che segnalano irregolarità di cui sono venuti a conoscenza per ragioni di lavoro. Il protocollo fornisce al segnalante chiare indicazioni operative circa oggetto, contenuti, destinatari e modalità di trasmissione delle segnalazioni.
Organismo di vigilanza ex D.lgs. 231/01: Il Decreto 231, all’art. 6, indica come condizione per l’esenzione dalla responsabilità amministrativa dell’ente, l’affidamento del compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello nonché di curarne l’aggiornamento, ad un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo.
Nell’esecuzione delle proprie funzioni, l’ODV potrà sempre liberamente richiedere informazioni a chiunque ritenga necessario od opportuno consultare ed avrà libero accesso a tutta la documentazione aziendale, senza la necessità di alcun consenso preventivo, nonché la possibilità di acquisire dati ed informazioni rilevanti dai soggetti responsabili.
L’ODV potrà, altresì, effettuare, senza preavviso, nell’ambito delle Aree a rischio, controlli sull’effettiva osservanza delle procedure e degli altri sistemi di controllo esistenti. Contestualmente al Modello, il CDA ha nominato l’Organismo di Vigilanza societario.
FLUSSI INFORMATIVI VERSO L’ODV. Tutti i destinatari del Modello sono tenuti a collaborare con la società per l’attuazione del Modello. I dipendenti, i collaboratori e gli appartenenti ad organi della Società sono obbligati a riferire all’ODV l’eventuale violazione delle regole contenute nel Modello o eventuali chiarimenti in merito all’applicazione dello stesso Modello.
I canali di comunicazione verso l’ODV sono:
- Indirizzo di posta elettronica odvterziariaveneziagiulia@protonmail.com;
- Recapitare la comunicazione in busta chiusa alla Direzione aziendale indicando quale destinatario: Organismo di Vigilanza (ODV) della Terziaria Venezia Giulia SRL.
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