L’attuale impennata dell’inflazione, derivante in larga misura dai costi dei prodotti energetici e le incognite degli scenari futuri, rischiano di impattare fortemente su crescita, imprese investimenti e consumi.
Questo l’allarme lanciato da Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio nazionale, all’indomani della diffusione dei nuovi dati Istat che riferiscono di un aumento generalizzato e trasversale di molti beni e servizi.
Un quadro, per la Confederazione, che rende prioritario intanto un intervento del Governo, con il varo di incentivi atti a favorire la riconversione energetica delle imprese del terziario molte delle quali sono fortemente energivore.
Al contempo, per l’associazione di categoria, l’emergenza rende ancora più urgente la definizione di un accordo, tra associazioni datoriali e sindacati, che fissi i nuovi criteri riguardanti la riconosciuta rappresentatività delle organizzazioni.
Per Piazza Belli, tale obiettivo è un presupposto ineludibile per garantire la stipula di CCNL in grado di assicurare salari adeguati, che tengano conto delle esigenze di lavoratori e imprese, al fine di supportare le famiglie nella lotta al caro vita.
Corriere della Sera/Economia