Trasparenza salariale, in arrivo nuovi obblighi per le imprese

Il Consiglio dei Ministri del 30 ha approvato in via definitiva il Decreto che recepisce la Direttiva UE sulla trasparenza salariale. 

Il testo introduce nuovi obblighi per i datori di lavoro con l’obiettivo di eliminare il divario retributivo di genere, sia in fase di selezione del personale, sia nei termini di rapporti in essere. Rispetto allo schema preliminare, il testo estende la platea dei destinatari ai contratti di apprendistato, al lavoro domestico, intermittente, alle collaborazioni coordinate e continuative ed include anche i dirigenti.

Il provvedimento, tra le varie disposizioni, prevede il divieto di chiedere ai candidati informazioni sulla storia salariale, l’esclusione dei superminimi dalla comparazione, il diritto all’informazione dei dipendenti, il rimando diretto ai contratti collettivi nazionali di lavoro quale riferimento principale per la classificazione professionale e retributiva.

Inoltre, sono state fissate le scadenze di rendicontazione e monitoraggio circa il divario retributivo di genere, con tempistiche tarate sulla dimensione aziendale.

In sede di prima applicazione,  le aziende con almeno 250 dipendenti dovranno provvedere al riguardo entro il 7 giugno 2027 e poi ogni anno, quelle tra i 150 e 249 addetti sempre entro il 7 giugno 2027 e, di seguito, ogni tre anni mentre quelle che vantano fra i 100 e 149 lavoratori, entro il 7 giugno del 2031 e con cadenza di carattere triennale.

 

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