Il Comitato intergovernativo dell'Unesco, riunitosi a Nuova Delhi, ha accolto la candidatura della “Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale” a patrimonio immateriale dell’organismo.
Il parere positivo, peraltro il primo concernente una tradizione culinaria nella sua globalità, costituisce anche un apprezzamento concreto di quei principi e valori tipici della cucina italiana quali il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse.
Con l'ingresso di questa peculiarità del nostro Paese, sono salite a venti le componenti italiane iscritte nella Lista del patrimonio immateriale Unesco.
Soddisfazione è stata espressa al riguardo dal presidente di Confcommercio nazionale, Carlo Sangalli, che ha evidenziato come il riconoscimento vada non solo a valorizzare il sistema Italia nel suo complesso, ma contribuisca pure a rafforzare, in particolar modo, la competitività del turismo, ribadendo ruolo e valore sociale di un comparto che è uno degli alfieri del Sense of Italy e dell’attrattività del Paese.
Il recepimento della candidatura, frutto peraltro di un lavoro comune di Fipe e vari organismi istituzionali, è stato accolto con orgoglio dalla stessa associazione di categoria in quanto sancisce una sorta di consacrazione definitiva della cucina italiana e delle sue peculiarità portanti rappresentate da identità, tradizione, qualità e originalità.
“Messaggero Veneto”, pag. 10; “Il Piccolo”, pag. 11