Confcommercio, no a luoghi comuni e demagogia su lavoro estivo e part-time

Il punto di equilibrio tra le esigenze dei dipendenti e quelle delle imprese, chiamate a rispondere alla domanda dei consumatori specie nel periodo estivo e nelle località di villeggiatura, soprattutto su qualità del lavoro, retribuzioni, orari e conciliazione tra vita e professione, va ricercato attraverso un franco confronto tra le parti sociali e non deve essere oggetto di slogan o luoghi comuni.

Questo la replica di Confcommercio alle dichiarazioni della Filcams sul lavoro a tempo parziale secondo la quale, il part-time, imposto a quasi sei lavoratori su dieci, il 57,8%, determinerebbe salari insufficienti, limiterebbe la possibilità di cercare un seconda impiego e si tradurrebbe pertanto in uno strumento di impoverimento strutturale.

Per la Confederazione, inoltre, che ha evidenziato il ruolo del terziario, ormai consolidato da anni, quale motore di occupazione, part-time e precarietà costituiscono realtà diverse ed in alcun modo connesse tra loro e, confonderle, significa incorrere in una lettura semplicistica di un mercato del lavoro invece molto articolato e che presenta innumerevoli sfaccettature.

 

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