La regione sull’Orient Express a caccia di turisti russi

Lo storico convoglio, partito da Mosca carico di operatori locali, si trasforma in luogo di promozione dell’offerta del Friuli Venezia Giulia
Di tutto rispetto le potenzialità dei «clienti» ex sovietici: parola dell’assessore Dressi

Dall’inviato MOSCA Il fantasma di un turista si aggira per l’Europa. Paga «cash» o con prestigiose carte di credito. In una sua permanenza media non spende mai meno di 1500 dollari, ma è capace di follie milionarie. Cerca solo il meglio. Giapponese o americano? Risposta sbagliata. Sorprendentemente si tratta di un russo. Appartenente alla nuova borghesia in via di formazione, si capisce, ché il turismo di massa è ancora di là da venire. Un cliente potenziale, comunque, tutto da ingolosire e invogliare. Sufficiente, quanto a proiezione di mercato, per muovere alla volta della regione di Mosca una maxi delegazione. L’assessore regionale Sergio Dressi, che da queste parti cominciano a chiamare Sergej, ci crede e i risultati cominciano a dargli ragione. L’altro ieri, come comunicato con orgogliosa complicità dal direttore generale dell’Ente nazionale italiano per il turismo, Franco De Marinis, c’è stato il sorpasso del Friuli Venezia Giulia ai danni della Liguria, alla quale ha scippato l’ottavo posto nella classifica delle regioni italiane più gradite ai russi. E, giurano tutti, è solo l’inizio.
Anche perché, visto che il ferro va battuto finchè è caldo, la Regione ha pensato bene di stipare tour operator e addetti vari del settore della zona di Mosca (bacino potenziale di clienti qualcosa di più di 20 milioni) in un autentico convoglio dell’Orient Express per una kermesse turistico-gastronomico-promozionale. Illustrando le varie attrattive della nostra regione (dal mare ai monti in meno di un’ora, argomento che solleva più di qualche interesse in un’area dove le prime protuberanze montuose sono a qualche ora di volo e il mare un poster in salotto) e sfruttando l’effetto del raddoppio del volo Ronchi-Mosca, che paracaduterà da fine mese a ottobre 16 mila orgogliosi figli del Cremlino sulle nostre spiagge e nelle nostre città, il Consorzio Terra Fortunata, pool di operatori rivelatosi il vero deus ex machina dell’insperato boom, spera di arrivare al radicamento del rapporto, frutto di anni di instancabile lotta contro le due burocrazie, quella locale e quella italiana, non meno vischiosa.
Mentre il convoglio abbandona le case-alveare della periferia di Mosca, che fanno sembrare persino Rozzol Melara una genialata, De Marinis dell’Enit snocciola l’opzione russa con dati da strategia militare. «Su 100 turisti che arrivano in Italia almeno uno è russo – racconta – ma su 100 dollari spesi nel comparto, almeno due li ha versati lui. Segno che spende. Non a caso, nelle loro richieste, privilegiano come alberghi i 4-5 stelle». L’opzione turistica, intesa come viaggio all’estero, è storia ancora relativamente recente per gli ex-sovietici. Di sicuro, però, i suoi indici di crescita sono esponenziali: nel 2001 è aumentato del 46% e tutti gli indicatori fanno presumere che quest’anno quelle cifre verranno polverizzate. E il Friuli Venezia Giulia vuole esserci, considerato che la sua personale proiezione viaggia tra il più 20 e il più 55%. «La nostra scelta di aprire una sede di rappresentanza a Mosca – ricorda Dressi – va in questa direzione e a posteriori posso dire che si è rivelata vincente».
Le prime, piccole vittorie di posizione non possono far dimenticare che il percorso è ancora lungo. E che ormai, nel turismo, parlare di battaglia non sembra neanche troppo enfatico. «Non abbiamo fatto neanche in tempo a gioire per il successo del volo – racconta ad esempio Patrizia Bortolotti della Fogolar viaggi, uno dei partner di Terra fortunata – che già cercano di scipparci i turisti. L’altra settimana a Ronchi, 50 russi arrivati con il nostro volo sono stati prelevati da un pullman austriaco e portati oltreconfine, in un loro albergo. Chiaro che bisogna muoversi per tempo p

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