Economie territoriali, crescono divario tra Nord e Sud ed età della popolazione

Economie territoriali, crescono divario tra Nord e Sud ed età della popolazione

 

Si allarga la forbice, fra Settentrione e Meridione, in termini di produttività e occupazione, al pari dell’invecchiamento della popolazione, fattore destinato ad avere pesanti riflessi per città e tessuti commerciali.

Questi i dati più significativi del Report “Nord Italia verso l’Europa, Sud altrove”, realizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia, che ha fotografato peculiarità e stato di salute delle varie aree del Paese.

Il Focus, in particolare, evidenzia la forte differenza che intercorre fra Nord e  Centro i quali, sul versante del lavoro, hanno al momento  raggiunto gli obiettivi di Lisbona con un tasso di occupazione del 67%, quattro punti in più della media nazionale (63%) e il Meridione, molto distante invece dai parametri prestabiliti e ancorato al 48,2%.

Tale scenario, per l’Ufficio Studi di piazza Belli, ha avuto riflessi anche sotto il profilo demografico, con una perdita al Sud, nell’ultimo triennio, di oltre 220 mila individui, trend comunque destinato a interessare l’intera penisola la quale, alla luce dei trend attuali, perderà entro i prossimi 20 anni,  più di 1 milione di abitanti.

Lo studio fa rilevare pure la crescente importanza  del terziario proprio in relazione al mercato del lavoro. Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018, è aumentata difatti sia la percentuale degli occupati nei servizi, che includono tuttavia anche attività della PA ( da 66,5% a 70,1%), che quella afferente commercio e attività ricettive e della ristorazione (dal 20 al 20,4%).

Nel focus trovano spazio anche disamine dettagliate degli ambiti regionali. A questo proposito, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, gli ultimi dati disponibili (dicembre 2018), confermano la supremazia del terziario ( commercio, turismo e  altri servizi di area Confcommercio) sulle rimanenti componenti il tessuto produttivo (51.907 unità su complessive 102.635 unità), pari a oltre il 50% del totale.

Tale dinamica è ancora più accentuata nel capoluogo regionale dove il comparto rappresenta il 62,3% delle aziende attive sul territorio locale (10.055 su 16.150), di cui 4.098 del commercio, 1937 della ristorazione e della ricettività e 4.020 dell’apparato  dei servizi afferenti a Confcommercio.

Lo scenario delineato dal Report, per  il presidente dell’associazione nazionale di categoria, Carlo Sangalli, deve indurre a definire, in tempi brevi, un piano strategico, condiviso con le categorie economiche, teso a ridurre il divario fra Settentrione e Meridione  e che, rifuggendo da ogni logica assistenziale, poggi invece su interventi concreti in termini di miglioramento di accessibilità, infrastrutture e utilizzo dei fondi comunitari.

 

www.confcommercio.it; “Messaggero Veneto”, pag. 17; “Il Piccolo”, pag. 14

 

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