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Marchio Confcommercio
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Il significato storico del marchio Confcommercio
Vi siete mai chiesti che cosa rappresenta la famosa "aquila" e perchè lo abbiamo come simbolo?
In realtà si tratta del simbolo dell'Arte dei Mercatanti o di
Calimala, una delle “Arti Maggiori” tra le corporazioni di arti e mestieri di Firenze, le cui prime notizie risalgono al 1150.
Le origini della parola Calimala sono incerte; si pensa che possa derivare dal latino
callis malus, ovvero stradaccia, oppure dal greco kalos mallos, che significa bella lana. In effetti, le botteghe e i magazzini dei mercanti appartenenti alla corporazione si concentravano quasi tutti in questa antica strada e nella vicina via Calimaruzza.
Nel solco della gloriosa tradizione dei mercanti di stoffe (tradizionalmente considerati i mercanti più colti ed evoluti) i soci di questa potentissima e famosissima Arte:
- importavano le materie prime, come la lana grezza proveniente dall’Inghilterra o dalla penisola iberica (in quanto ritenute le migliori sul mercato), ma anche stoffe e tessuti dalle fiere della Champagne in Francia e per questo detti panni franceschi;
- costituivano potenti compagnie commerciali che aprirono diverse filiali e magazzini in molte
città europee e del nord Africa; gli agenti dell’Arte di Calimala che vivevano all’estero trattavano perciò anche l’acquisto di merci locali come perle, corallo, oro, argento e seta;
- marchiavano le pezze acquistate sulle piazze estere con una sorta di codice a barre che ne indicava il paese di provenienza ed il prezzo pagato in moneta locale, per poi confezionarle a modo di torsello, con la caratteristica forma visibile nello stemma della corporazione (per intendersi, quella specie di pacchetto che si trova sotto gli artigli) e rispedirle a Firenze dopo aver attraversato mezza Europa,
affrontando mesi di viaggio pieni di insidie: condizioni metereologiche avverse, incidenti di percorso e rapine erano i pericoli più frequenti cui andavano incontro le merci e chi le trasportava;
- consapevoli della forte responsabilità sociale che la loro attività comportava, inoltre, si incaricarono della cura e del patronato di numerosi edifici; tra gli altri, il Battistero di San Giovanni e la chiesa di San Miniato al Monte. In molte strade di Firenze, peraltro, è ancora possibile rinvenire traccia del simbolo dei mercatanti.
Tra le famiglie fiorentine più illustri appartenenti all’Arte di Calimala si segnalano gli Albizi, i Pazzi e gli Strozzi.
Traducendo in termini più “moderni”, l’aquila di Calimala è il simbolo di una classe imprenditoriale “maggiore”, storicamente vocata
- alla conoscenza; - al servizio;
- all’internazionalizzazione;
- all’innovazione organizzativa e di prodotto;
- alla gestione in proprio dei rischi connessi alla criminalità;
- alla responsabilità sociale;
caratteristiche – queste - che, nel tempo, hanno fatto riconoscere nel logo dei commercianti di stoffe fiorentini la ben più vasta platea di tutti gli operatori del commercio, prima, e del turismo e dei servizi, poi.
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